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SOMMARIO:

1) VICENZA: CORSI e SERATE INTRODUTTIVE del 24 e 29 settembre 2010

2) VERONA: CORSI e SERATA INTRODUTTIVA del 27 settembre 2010


... ancora:


1) NUOVI ORRIZONTI (aprile 2002): appunti presi durante la permanenza del M° George Xu presso la nostra palestra;
2) Stage di Asiago condotto dal M° F. Toniolo (febbraio 2002);
3) Relazione Stage di Misano (agosto 2001) Maestri George Xu e Wang Hao Da agosto 2001.

LUOGHI DI PRATICA

VICENZA
c/o il nuovo CENTRO in Via Saviabona 106 H 
Cavazzale di Monticello C.O. (VI)

e c/o l'Istituto Baronio in Viale Trento 141 a Vicenza

>> CORSI PRINCIPIANTI <<
MARTEDI’ (sera) dalle 20.30 alle 22.30
VENERDI' (pom.) dalle 17.30 alle 19.30
SABATO (mattino) dalle 10.00 alle 12.00
c/o Ist.Baronio MERC. (sera) dalle 20.00 alle 22.00

VERONA
c/o "PALESTRA ATHLON VERONA"
Via E. Torricelli 27

>> CORSI PRINCIPIANTI <<
LUNEDI’ (sera) dalle 20.30 alle 22.30
SABATO (mattino) dalle 10.00 alle 12.00
>> VICENZA - DOVE SIAMO
>> VERONA DOVE SIAMO

Infoline 346 5155707 - 347 1466845

 

 

 

NUOVI ORIZZONTI
(appunti presi durante la permanenza del M° Gorge XU il 17 e 18 aprile 2002 )  
Appena sceso dal treno Xu mi ha salutato dicendomi immediatamente che aveva un segreto da dirmi: le braccia sono il Tan Tien ed il Tan Tien sono le braccia.  
L’INTENZIONE
Mentre passeggiavo lungo Corso Palladio di Vicenza provavo a tenere con le 2 mani il braccio di XU  ed esprimere il mio Qi verso di lui. Quando lui invece premeva verso di me notavo una sensazione unica: sentivo ancor prima di sentire il suo Qi entrare verso di me la sua mente. Il suo intento di entrarmi era quasi come una freccia verso di me.  
TUN DIN e PEN GIN
Le parole più usate dal maestro erano tenere il Tùn Dìn (vale a dire tenere l’asse del proprio corpo cadere nel mezzo della nostra posizione senza nessun sbilanciamento di peso fuori dal nostro centro) e “Pèn gìn” ossia tenersi tondi come una palla senza lasciarsi penetrare. La palla entro la quale noi ci muoviamo è generata dal TanTien.  
IL SASSOLINO CHE CADE NELL’ACQUA
Un esempio molto interessante indubbiamente utile per capire meglio il Tùn Dìn ed il Pèn Gìn è quello che possiamo notare vedendo cadere nell’acqua un sassolino. La perpendicolarità di caduta del sassolino è il nostro Tùn Dìn mentre i cerchi che si formano dalla caduta nell’acqua del sassolino questo è il nostro Pèn Gìn (immaginiamo però a delle propagazioni non circolari ma sferiche).  
I LIVELLI DI SVILUPPO DEL NOSTRO TAN TIEN
Attraverso gli esercizi proposti da XU in palestra i livelli di sviluppo del nostro Tan Tien sono
    1)      l’esterno muove il Tan Tien
    2)      l’esterno e Tan Tien muovono insieme
    3)      Il Tan Tien muove l’esterno
    4)      TUTTO viene posto in movimento dal Tan Tien  
IL GIUDIZIO DI XU
In più di qualche occasione XU ha detto che la nostra tecnica, le nostre posizioni sono buone usando i suoi ultimi esempi abbiamo costruito una buona scatola o telaio nella quale il nostro QI può generarsi bene. Dove non vi è la giusta postura non si creano quelle condizioni affinché il Qi si sviluppi e si possa ovviamente direzionare.

IL PENSIERO DI FLAVIO TONIOLO
Il Maestro XU ha indubbiamente raggiunto livelli molto alti. Direi quasi impossibili da raggiungere da parte di un occidentale, ma anche da altri stessi cinesi. Questa è forse a volte la difficoltà in cui molto spesso ci si trova anche noi maestri che lo seguiamo da tempo. La sua schiettezza nel dire quello che sente e percepisce nel toccare le persone è unica nei confronti di tutti.
Dalla mia esperienza posso dire di non aver mai trovato un altro maestro che spieghi in modo così chiaro concetti come il QI o lo YI (mente). Nella scuola Yang ho trovato maestri sì molto bravi da un punto di vista tecnico nell’insegnamento della forma (usando le parole di XU) ma poco disposti a volte a farti vedere o toccare con mano il loro QI. Con il maestro XU molti di noi hanno potuto constatare un alto livello nel Tan Tien e nel contempo la differenza tra tecnica e lavoro di solo Tan Tien. 
                                                                                                                                
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RELAZIONE STAGE DI ASIAGO
del 2 e 3 febbraio 2002

Da un punto di vista prettamente tecnico di trasmissione di certe mie conoscenze mi ritengo soddisfatto dalle impressioni raccolte fra i partecipanti alla fine della giornata di domenica.
Ma voglio qui ora accennare alcuni punti più volte ribaditi sia in palestra sia durante le giornate di George XU ed oggetto di lavoro durante lo stage.
1) Esercizio interno.
E’ stato sviluppato il concetto di un movimento dentro il nostro TanTien. Visualizzare il Tan Tien come una pallina da tennis e cercare che questa faccia dei movimenti di rotazione all’interno della zona bacino/vita ha indubbiamente agevolato la comprensione di cosa vuol dire movimento interno ed il conseguente spostarsi del movimento verso esterno.
2) Il movimento interno produce il movimento esterno.
Deve esserci un sottile collegamento fra il TanTien ed il movimento all’esterno e questo collegamento dev’essere ben visibile. Non vi deve essere discontinuità: il dentro deve saper muovere il fuori.
3) La trasmissione dal centro alla periferia.
Il movimento interno si trasmette alla periferia del nostro corpo: ciò avviene attraverso la colonna vertebrale per la parte superiore del corpo, e attraverso le gambe per la parte inferiore. Dalle gambe il  movimento si propaga alla terra cercando di coinvolgere i piedi con un maggior contatto attivo con il terreno. Il peso deve cadere verso il basso, i piedi devono essere morbidi e sentirsi liberi di esprimere lo stesso movimento del TanTien.
4) Lavorare all’interno del cerchio Tai Chi.
Non allungare eccessivamente i movimenti verso l’esterno e non contrarli eccessivamente verso il dentro. Pensare sempre di muoversi all’interno di una palla dove non ti contrai verso il centro e dove non ti espandi troppo verso l’esterno con i tuoi arti. Il movimento circolare rimane sempre dentro a questa sfera.
5) Il tuo asse centrale (o colonna vertebrale).
Non dimenticare mai il tuo asse. Fa in modo che la tua colonna sia capace di trasmettere il movimento verso l’alto, verso la sommità del capo. La tua colonna deve diventare capace di muovere lentamente vertebra per vertebra o giuntura per giuntura trasmettendo così il movimento del TanTien fino alle mani ed alla sommità del capo. Considera la tua colonna come un grosso canale di passaggio del QI (o energia intrinseca). Ogni rigidità, o compattezza, o mancanza di mobilità anche piccola diventa un’ostruzione al passaggio del QI.
Ed ancora:
Maggiore contatto con il terreno;
Maggiore coinvolgimento dei piedi: nei movimenti circolari con le mani anche i piedi muovono con un movimento circolare;
Lasciar cadere e fluire il peso del corpo verso il basso;
Il movimento di alzare le mani ha in sé un movimento di abbassare: il QI va giù;
Considerare il TanTien come un campo energetico di forza. Nell’espirare è utile pensare al TanTien come ad una palla che prende peso e si abbassa un po’ di più verso l’arco formato dalle gambe, l’asse centrale gli cade nel mezzo così come cade nel mezzo nel binario.
Un invito a tutti a parteciparvi. Le numerose iniziative oggi in programma non devono mai distogliere l’attenzione da momenti così intensi ed importanti di approfondimento nel nostro interno. In queste occasioni vengono riportate la parti più salienti delle nostre iniziative. Un invito quindi a tutti a parteciparvi.
                                                                                              Flavio Toniolo

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Relazione Stage di Misano, Maestri George Xu e Wang Hao Da, agosto 2001

(…dal Maestro Wang)

Il Taijiquan ha 3 principali segreti:
1)     Piantare ed affondare le radici;
2)     Il corpo deve essere sciolto;
3)     Punto più difficile. PRATICARE L’ENERGIA QI.
Prima affondare le radici. Le radici vanno cercate nei piedi. E’ un lavoro di visualizzazione cercando che le radici siano il più profonde possibili. I piedi devono essere in armonia facendo entrambi 2 spirali in armonia tra di loro. Più le radici sono profonde più il nostro fisico è libero da sforzo. Così come (durante lo studio delle forme) più impegniamo le gambe più peso e rigidità riusciamo a togliere dalle spalle. Più adottiamo visualizzando questo comportamento più il Qi si genera e sprofonda nel corpo. Quando otteniamo queste 3 cose allora otteniamo qualcosa dal Taijiquan. Quando queste 3 cose sono all’interno della forma abbiamo anche la capacità di invertire il respiro. Solo praticando giorno e notte e per diverso tempo (quanto sopra) la nostra mente crescerà. Invertire il respiro è molto importante e se è corretto (invertito) avremo la capacità di portare la forza dell’energia dentro il nostro spirito.
L’energia prenatale è la più importante. Dobbiamo allenarci per essere bambini sviluppando soprattutto la parte legata agli impulsi elettrici. Praticando il Taijiquan ci mettiamo in contatto con questa energia primordiale stimolando il nostro sistema nervoso immunitario garantendoci così anche più salute e longevità.
Spero che ognuno di voi diventi un grande praticante di Taijiquan.
 
Domanda - Cosa vuol dire invertire il respiro ?
Risposta di WANG - Durante la forma quando apriamo dobbiamo inspirare aria portando il respiro più in profondità possibile espandendo (l’addome si contrae). Il QI affonda verso i piedi.
Domanda -  Perché il M° XU non ci ha mai parlato di respiro ?
Risposta di XU - Perché il vostro livello è ancora basso. Quando il tuo livello comincerà a crescere allora ti parlerò di respiro ma se i piedi non sono stabili come è possibile parlare di respiro ? Il Taiji ha circa 3000 segreti, io (XU) ne conosco ora solo 300.
Wang - Mancano anche, vita e gambe in tutti voi per cui il vostro Qi non sarà mai attorno al corpo. Bisogna lavorare molto sulla scioltezza, nella struttura e nello sprofondare a terra. Ogni cambiamento avviene lentamente dall’interno. La possibilità di muoversi deve avvenire dall’interno e non dall’esterno solo allora il QI si genera.
Tenete presente quanto segue:
1)     posizione diritta e corretta;
2)     sciolti, morbidi e piantati a terra;
3)     i piedi devono come avvitarsi affondando a terra;
4)     il corpo all’interno deve seguire i cambiamenti della mente. Usare la mente e l’energia per attaccare l’altra persona.
(dagli appunti di Flavio Toniolo)


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