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Qi Gong

... dagli appunti del M° Gabriele Filippini

INTRODUZIONE

In Cina con il termine qi gong vengono indicati tutti gli esercizi il cui scopo è il miglioramento della circolazione dell'energia nel corpo.

Qi Gong, infatti, significa letteralmente lavorare (gong) con l’energia (qi).

La pratica di quest’arte vecchia da secoli, è stata codificata in molteplici stili, alcuni dei quali hanno scopo esclusivamente terapeutico ed eventualmente meditativo, mentre altri, come il Tai Chi Chuan, sono suscettibili di utilizzazione come vera e propria arte marziale.

Una ulteriore e maggiormente precisa classificazione si basa sulla posizione assunta dal corpo durante la pratica, possiamo quindi parlare di wogong (posizione distesa), zugong (posizione seduta), zhanggong (in piedi) e di xinggong (in movimento).

L'efficacia terapeutica del chi kung viene unanimemente riconosciuta in Cina, paese nel quale è ormai utilizzato anche a livello ospedaliero.

I movimenti o esercizi di cui si tratta vengono, salvo rare eccezioni, praticati in sequenze preordinate le quali, eseguite correttamente, influiscono sull'energia del praticante a livello globale. L'efficacia del metodo si basa sulla postura assunta dal corpo, sul controllo della respirazione, sulla qualità e quantità del movimento, sulla concentrazione su alcuni agopunti e sull'utilizzo della capacità immaginativa (“pensiero Creatore”).


FONDAMENTI

La maggior parte della pratica dei qigong si basa sulla conoscenza preliminare delle appropriate tecniche di respirazione sulla pratica realizzazione di quello che viene definito "piccolo circuiti celeste" o "piccolo circuito energetico" ( pce ), nonchè, nel caso del lavoro in posizione eretta, si di una particolare postura del corpo detta posizione Wu Chi. E' quindi da questi punti che iniziamo la nostra esposizione.


A) LE TECNICHE DI RESPIRAZIONE

La tradizione cinese comprende due metodi fondamentali:

a) quello adottato dai taoisti;

b) quello adottato dai buddisti.

Entrambi basano la loro efficacia sulla massima utilizzazione della muscolatura addominale al fine di ottenere ampi movimenti del diaframma.

La respirazione buddista, detta respirazione normale o altrimenti respirazione post-natale, è particolarmente rilassante e di esecuzione sufficientemente semplice; per questi motivi viene normalmente consigliata ai principianti del Taiji Quan.
Durante la fase di inspirazione il praticante espande dolcemente il basso addome, provocando un contemporaneo abbassamento del diaframma con conseguente aumento del volume della gabbia toracica. La parte alta del torace non è direttamente interessata dal movimento. Durante l’espirazione l'addome si contrae con conseguente svuotamento dei polmoni.

La respirazione taoista, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica maggiormente complessa e completa.
Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l'abbassamento del diaframma viene garantito dall'espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale ( 1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonché la stimolazione degli agopunti interessati.

Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore.

 

B) IL PICCOLO CIRCUITO CELESTE (SHAO CHOU TIEN)

La grande importanza di questa pratica di conduzione volontaria dell'energia lungo i meridiani è testimoniata dal suo utilizzo in moltissimi esercizi eseguiti nelle varie posizioni; inoltre questa e' praticamente l’unica tecnica della quale si faccia esplicita menzione nei testi classici.

Il pce si basa sul trasporto cosciente dell'energia interna lungo 2 degli otto meridiani curiosi o straordinari: il Dumai ed il Renmai.

La più antica descrizione del pce si trova al paragrafo 16 del Ling Shu. In questo si afferma che l’energia Iong, dopo aver circolato nel cosiddetto meridiano del fegato, che e' l'ultimo della grande circolazione dei 12 meridiani, con una branca distinta rimonta sulla fronte, corre lungo la sommità del cranio e poi agisce sulla colonna fino al coccige. Da questo punto quindi entra sulla superficie anteriore del corpo e, anche se il testo è poco chiaro, possiamo dire che agisce sul Renmai.

Molto più estese e dettagliate sono le spiegazioni date circa questo argomento dagli enunciati 134 e 135 del Da Cheng.

Secondo l'enunciato 134 nell' uomo il Renmai e il Dumai rappresentano quello che il cielo e la terra, e la mezzanotte ed il mezzogiorno sono nell'universo.

 

"Finalmente la disciplina del taoismo ha descritto numerosi metodi di rilassamento, di respirazione, di concentrazione... allo scopo di conservare e rinforzare l'energia vitale. Tutti questi metodi hanno per obiettivo un'azione attivatrice sul Renmai e sul Dumai ... allorché il Ren-mai è in difetto si rischia la perdita dell' energia dei reni; da ciò deriva l'importanza della conoscenza della conduzione energetica a livello dei due vasi.

Questo metodo si scompone in diversi esercizi:

  1. Fare il vuoto di spirito eliminando preoccupazioni, desideri, passioni...
  2. Acquisire la pace dell'anima.
  3. Conservare la volontà senza disperderla.
  4. Concentrare l'attenzione sulla circolazione dell'energia vitale nel Remai e nel Dumai.
  5. Far circolare assieme queste energie dall'alto in basso, dal naso fino a Huiyin ( 1 VC) su tutto il tragitto del Remai.
  6. Poi far rimontare questa energia lungo il dorso seguendo il tragitto del Dumai.

Grazie al pensiero si descrive anche una successione ininterrotta di cieli energetici che girano intorno all'asse verticale del corpo. Si ha così l'impressione che le quattro membra divengano bruscamente toniche, solide come una roccia, e una improvvisa sensazione che "delle scintille zampillino dall'acqua, dei fiori sboccino dalla neve, i reni si bacino, la vescica si accenda, l'acqua ed il mercurio della finezza di un grano di riso vadano a fissarsi sul midollo (Da Cheng en. 134 )".

Sebbene il Da Cheng descriva la circolazione dal Dumai al Remai è possibile anche l'inverso. La circolazione descritta dal classico è chiamata anche dal Cielo Anteriore (Cielo delle potenzialità) al Cielo Posteriore (Cielo delle Attualità), mentre l'inversa è chiamata dal Cielo Posteriore al Cielo Anteriore.

Il pce viene anche descritto, sia pur in modo molto criptico, nel “Libro della coscienza e della vita" ( Huei-ming jing ), testo taoista esoterico attribuito al maestro Liu Hua-Yang.

Tra gli autori contemporanei che hanno descritto il pce merita sicuramente attenzione la sinologa francese Catherine Despeux.

Catherine Despeux descrive il piccolo circuito energetico come sopra; la differenza (o se volete il completamento) si ritrova nelle barriere che il Qi deve (o dovrebbe) superare. Secondo l'Autrice francese queste sono: la zona dei reni, il 10 VG, e il 9 V (oppure il 17 VG). Altri punti importanti nella piccola circolazione sono anche il 20 VG ed il 26 VG.


C) LA POSTURA

Lo studio e la pratica della postura corretta durante la pratica del Qi Gong è di fondamentale importanza; l'efficacia degli esercizi ne è direttamente proporzionale.
L'esecuzione del qi gong sì basa, prima di tutto sulle cosiddette TRE REGOLAZIONI (SAN TIAO)

1 ) TIAO SHEN: regolare, armonizzare il corpo

2 ) TIAO XI: regolare il respiro

3 ) TIAO XIN: regolare, "posare", il cuore

Regolare il corpo significa raggiungere una postura corretta, comoda, priva di tensione, in modo da permettere ed influenzare positivamente il flusso del Qi. Sappiamo infatti che le BARRIERE FISIOLOGICHE (in sintesi le grosse articolazioni) rappresentano zone cruciali, zone dove possono formarsi accumuli ("a monte") e vuoti ("a valle").

Ovviamente posizioni viziate possono aggravare il quadro.

Regolare il respiro significa semplicemente raggiungere una respirazione profonda ma totalmente spontanea. Non esistono forzature, è lo stato di tranquillità globale che consente la penetrazione del soffio nell'assoluta profondità del tan tien.

Regolare il cuore significa regolare lo Shen; sappiamo, infatti, che quest' ultimo dimora nel cuore (centro dell' uomo) e nel sangue (Xue).

Un cuore tranquillo significa un cuore "vuoto" che accoglie le influenze del Tao, il qi scorrerà quindi nel modo migliore iniziando a raccogliersi nelle "cisterne" fisiologiche.

Descriviamo ora la posizione eretta di base (TIN PU), suddivisa, a scopo esclusivamente didattico, nei seguenti punti:

  1. Aderire con i piedi al suolo: i piedi devono essere perfettamente paralleli tra loro e posti ad una distanza pari a quella della larghezza delle spalle del soggetto (le prime volte è utile misurarla). Il peso deve venire ben distribuito su entrambi i piedi, si deve avvertire una sensazione di "radicamento" al terreno in modo che venga stimolato naturalmente il punto Yiong Chuan (Rn 1 ) posto circa al centro del piede.
  2. Piegare le ginocchia: le ginocchia devono essere piegate in modo da permettere l'allungamento della schiena ed il rilassamento dell'addome. Le ginocchia sono le articolazioni più grosse del corpo e, se queste sono sufficientemente rilassate, Qi e Xue (sangue) scorreranno liberamente.
  3. Anche rilassate: il rilassamento delle anche permette il movimento libero degli arti inferiori.
  4. Allungare la schiena: l'allungamento della schiena avviene attraverso il rilassamento dell'addome e la retroversione del bacino. Questa posizione rilassa la schiena e stimola la zona del punto Ming Men (porta del destino), situato all’altezza dei reni questo punto stimola l’energia ancestrale dell’individuo. Anche la psicologia occidentale riconosce un collegamento tra questa postura del bacino e l’accumulo dell’energia ( 1 ). Le vertebre si allungano verso terra come “perle di una collana”.
  5. Chiudere lievemente il torace: il praticante deve rilassare totalmente i muscoli pettorali in modo da non creare tensione nel diaframma. In questo modo il respiro potrà scendere nel Dan Tian.
  6. Erigere la schiena, sospendere la testa: la schiena deve essere eretta, allungata verso l’alto nella parte cervicale (l’energia va posta nel sincipite come afferma C. Despeux), e verso il basso della zona lombare, come immaginando di essere appesi ad un filo dal centro della testa (punto Baihui).
  7. Lasciar cadere le spalle in modo che il Qi possa scendere nel Dan Tian.
  8. Abbandonare i gomiti, rilassare i polsi: la forza posta nelle braccia è limitata a quella necessaria per sorreggere il peso, la punta del gomito cade verso il basso.
  9. Rientrare il mento: il mento rientrato contribuisce all'allineamento della colonna vertebrale (il mento in avanti significa spesso che il praticante sta seguendo i propri pensieri).
  10. Chiudere le labbra e toccare con la lingua il palato: le labbra vanno chiuse per evitare dispersioni di energia. La lingua tocca il palato per creare un ponte fra il Renmai e Dumai (vedi sopra).

N.B. A questo punto possiamo descrivere molto brevemente alcuni esercizi pratici proposti in questo corso. Ora contano solo l'insegnamento diretto e la pratica personale.

 

POSIZIONE DELL'ALBERO (ZHAN ZHUANG GONG)

Il praticante si pone in piedi, mantenendo i piedi paralleli con una apertura pari alla larghezza delle spalle, le ginocchia sono lievemente flesse in modo da facilitare la retroversione del bacino. La schiena è diritta con le spalle rilassate, la sommità del capo tende verso l'alto, la punta della lingua poggia contro il palato. Le braccia vanno poste in avanti, arcuate come se si volesse abbracciare un grande albero, le palme rivolte verso la zona del t'an t’ien (posizione CHENG BAO SHI).

L'intenzione ricerca una sensazione di aumento del proprio SPAZIO vitale, ottenuta tramite la cosiddetta "apertura delle orecchie".

Le mani vengono poi abbassate a livello dell'addome (TI BAO SHI) ed infine appoggiate al t’an t’ien inferiore (BAO T'AN T'IEN).

La posizione va mantenuta a lungo, da 15 fino a 60 minuti circa. I benefici di questo esercizio sono collegati a diversi aspetti, innanzi tutto la tecnica rinforza le gambe, donando al praticante una notevole sensazione di "RADICANENTO", la posizione favorisce inoltre il lavoro respiratorio e la conduzione del qi nel percorso dei "piccolo circuito energetico". L'aspetto forse più importante è comunque lo sblocco delle tensioni muscolari con conseguente liberazione del qi.

Ricordiamo inoltre come tutto il lavoro del qi gong si basi inizialmente sul miglior utilizzo dell'energia già presente in noi, da cui l'importanza del rilassamento e della liberazione delle tensioni muscolari croniche: premesse indispensabili per realizzare la successiva fase di incremento dell'energia interna.


Qi Gong

La seguente sequenza è composta da 6 esercizi di base, spesso eseguiti in congiunzione con il cosiddetto esercizio dell'albero (Zhan Zhuang Gong).

E’ un esercizio fondamentale, quasi sempre proposto dal maestro Wang Wei Guo durante i suoi seminari.

L’esecuzione, relativamente semplice, consente di comprendere efficacemente i fondamentali principi di espansione (kai), compressione (he) ed emissione (fa) dei quali abbiamo già detto sopra.

A livello pratico ricordiamo che tutti i movimenti, siano essi verso l'alto oppure verso il basso, prendono comunque avvio dalla spinta dei piedi contro il terreno.

  • La fase di espansione corrisponde all'incirca ad una spinta perpendicolare al terreno.
  • La fase di compressione ad una spinta con extra rotazione esterna della ginocchia.
  • La fase di emissione ad una ulteriore spinta verticale.

Chiedo scusa in anticipo al Maestro Wang Wei Guo per gli inevitabili errori di descrizione.

 

PRIMO ESERCIZIO

- Posizione di partenza: Wu Chi

- Spingere verso terra sollevando le braccia fino alle spalle (Kai)

- abbassare lievemente le mani, come appoggiandosi ad una sfera (he)

- spingere in avanti con i palmi (fa )

- rilassare tornare alla posizione wu chi

ripetere per 6 volte


SECONDO ESERCIZIO

- Posizione di partenza: Wu Chi

- spingere verso terra sollevando le braccia fino al petto

- allargare le braccia, come sostenendo una grande sfera

- comprimere la sfera

- rilassare, tornare alla posizione wu chi

ripetere per 6 volte

TERZO ESERCIZIO

- Posizione di partenza: wu chi

- spingere verso terra e sollevare le braccia fin sopra la testa

- abbassare le mani fino alle spalle, palmi rivolti in avanti

- spingere in avanti allungando le braccia

ripetere per 6 volte, rilassare e tornare in wu chi

QUARTO ESERCIZIO

- Posizione di partenza: wu chi

- spingere a terra, sollevare e aprire le braccia, palmi rivolti verso l'esterno

- abbassare le braccia contornando il diametro di una ipotetica sfera

- reggere la sfera con le mani poste all'altezza del t'an t'íen, destra sotto, sinistra sopra

- spingere con le mani in avanti, come penetrando all' interno della sfera

ripetere l'esercizio senza soluzione di continuità per 6 volte e tornare alla posizione wu chi.

QUINTO ESERCIZIO

- Posizione di partenza: wu chi

- sollevare lateralmente le braccia fino alle spalle chiudendo le dita ad uncino

- aprire le mani, come appoggiandosi a due sfere

- spingere lateralmente con la punta delle dita

ripetere 6 volte, rilassare e tornare alla posizione wu chi.

SESTO ESERCIZIO


- Posizione dì partenza: peso sulla gamba destra, gamba sinistra avanti toccando terra solo con la punta, oppure solamente con il tallone

- aprire la braccia

- spingere sul piede sinistro portando le braccia in avanti

- spingere sul piede destro e aprire nuovamente le braccia tornando nella posizione di partenza

ripetere per 6 volte, dopodiché invertire la posizione dei piedi e ripetere l'intera sequenza.

  

… dal libro “TAIJI QUAN – Arte di lunga vita”

di Catherine Despeux

Questi esercizi di circolazione del respiro sono corollari al principio: «Concentrare il soffìo nel campo di cinabro». Un tempo, venivano probabilmente chiamati: «Stimolare il soffio» (gu qi). Essi comportano talvolta la comparsa di un forte calore in questa parte del corpo. Tale calore era ben noto agli adepti dell'alchimia interiore, i quali dovevano ravvivare il fuoco interno onde far fondere il cinabro e sui quali venivano versati certe volte dei secchi d'acqua allo scopo di rinfrescarli. La leggenda vuole che alcuni di essi si siano addirittura consumati per non aver saputo controllare il loro fuoco interno.

Grazie alla stimolazione del soffio ed al suo sbloccarsi mediante dei movimenti di ginnastica accompagnati da una respirazione appropriata, il campo di cinabro viene riempito ed il soffio può scorrere e riempire i due canali di controllo e di funzione. Inizialmente conviene guidarlo con il pensiero (88).

Questo soffio, chiamato «soffio centrale» negli ambienti delle arti marziali, fluisce seguendo due circolazioni ad anello: la piccola rivoluzione (xiao zhou tian) e la grande rivoluzione (da zbou tian) (89).

 

a) Nella piccola rivoluzione, il soffio sale dal campo di cinabro nella corte gialla (huangting), che si trova al livello della milza (o anche della fornace mediana) (90) dove avviene lo scambio con il soffio esterno inspirato dal naso; arricchito da questo scambio, il soffio interno ridiscende, durante l'espirazione, nel campo di cinabro e circola intorno al punto vita.

b) Per quanto riguarda la grande rivoluzione, il percorso seguito dal soffìo non è sempre definito con precisione e varia, secondo le fonti d'informazione. Il tipo piú diffuso sembra essere la circolazione ad anello chiuso nel canale di controllo (dumai) (91) e nel canale di funzione (renmai). Con l'aiuto del pensiero creatore, si fa scendere il soffio dal campo di cinabro al punto Huiyin, situato fra l'ano ed il sesso e punto di partenza dei due canali; lo si fa risalire per il canale di controllo fino al sincipite, facendogli superare i tre passaggi del dorso (sanguan), che sono: i reni, il punto Lingtai, al livello della settima dorsale, e il punto Yuzhen, al livello della nuca (92); poi il soffio ridiscende al centro del viso fino al punto Renzhong (93), fra il naso e la bocca, parte terminale del canale di controllo; infine, si avvia lungo il canale di funzione fino al punto Huiyin. Questa circolazione, che va dal canale di controllo al canale di funzione, è chiamata circolazione «dal cielo anteriore al cielo posteriore». Essa può venire effettuata inversamente, dal canale di funzione al canale di controllo, ed è allora detta circolazione «dal cielo posteriore al cielo anteriore». Questi canali, come ci dice Chen Pinsan, « sono nel corpo umano come il ciclo dei dodici periodi nel macrocosmo». Nel corpo, essi sono situati lungo il centro del dorso e della parte anteriore, e rappresentano il cielo e la terra. Possono essere considerati separatamente o in unione. Se li si prende in considerazione separatamente, ci si accorge che lo Yin e lo Yang non sono dissociati.

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(88) Cf. Yunji qiqian: « Metodi del soffio nelle varie scuole », TT 690, j. 62, p. 6 b: « Fate muovere il soffio tramite il pensiero ».
(89) La rivoluzione del soffìo nel corpo è comparata alla rivoluzione degli astri nell'universo.
(90) Nella medicina cinese si fa distinzione fra tre fornaci: la fornace superiore, la fornace mediana e la fornace inferiore. Vengono considerati un organo Yang. La loro localizzazione ed il ruolo sono oggetto di numerose controversie. Secondo Maspero, essi corrispondono all'esofago, al canale interno dello stomaco e all'uretra. Secondo il dott. Ferreyrolles (Acuponcture chinoise, p. 27) « le tre fornaci corrispondono topograficamente al sistema nervoso vegetativo con le sue tre parti, la fornace superiore è il parasimpatico cervicale, la fornace mediana il simpatico e la fornace inferiore il parasimpatico pelvico ».
(91) Il « canale di controllo » (dumai) sarebbe già stato citato, secondo certi commentatori, nello Zbuangzi. Al j. 3, troviamo in effetti la seguente frase: « Conservate il giusto mezzo (du); cosí potrete conservare il vostro corpo intatto e conservare la vita fino alla fine». Il carattere du indicherebbe già il «canale di controllo» (dumai) che passa nel mezzo del dorso. Tuttavia, dei manoscritti medici scoperti nel- la tomba n. 3 di Mawangdui, che dovrebbe risalire al IV secolo a.C., dunque della stessa epoca dello Zbuangzi, due parlano di undici meridiani (al posto di dodici) e non si fa alcun cenno al canale di controllo. L'interpretazione conserva comunque un certo interesse, perché dimostra come certi commentatori abbiano cercato di attribuire un senso piú fisiologico ai classici del taoismo, e cioè lo Zbuangzi e il Daode jing.
(92) Si tratta di tre passaggi citati oralmente dai maestri che abbiamo incontrato e che si trovano ugualmente in alcune opere sul Taíji Quan. Nel taoismo, i tre passaggi corrispondono piuttosto ad altri punti: il coccige, i reni e la nuca.
(93) Abbiamo fornito la localizzazione del punto Renzhong in agopuntura, ma sembra che questo punto venga talvolta confuso con la linea del naso.

 


Qi Gong agopunturaagopuntura

Se invece li si considera in unione, ci si trova di fronte all'indifferenziazione primordiale » (vedi fig. sopra) (94).

La circolazione ad anello è simile a quella descritta dai testi alchemici, ma in essi viene chiamata «piccola rivoluzione celeste», quando avviene durante la seconda tappa, in combinazione con lo scambio tra il fuoco del cuore e l'acqua dei reni.

Nel caso del Taiji Quan, non sapremmo dire se si tratta d'una interpretazione errata da parte di certi maestri, non perfettamente a conoscenza del procedimento, o se si tratta d'una interpretazione propria all'ambiente delle arti marziali.

Liu Peizhong ci ha fornito una versione differente sulla circolazione ad anello. Egli sostiene che il soffio parte dal punto Yinqiao (95), situato ad una distanza di un pollice e tre decimi e al di sopra dei punto Huiyin. A tale distanza e al di sopra dell'osso sacro si trova il «punto del soffio vero» (o vitale) (zhenqi xue). Quando questo punto s'abbassa, il punto Yinqiao sale e i due punti sono allora collegati dal soffio del campo di cinabro. Per facilitare la comunicazione fra i due punti, Liu Peizhong consiglia di contrarre il punto Yinqiao verso l'alto, come se esso venisse aspirato; questa contrazione deve essere effettuata anche durante l'esecuzione dei movimenti di Taiji Quan. Il soffìo sale allora nel canale di controllo. Il punto Lingtai, situato all'altezza della settima dorsale e considerato come il secondo passaggio del dorso, è, sempre secondo Liu Peizhong, la sede dell'energia spirituale. Su questo punto bisogna concentrarsi quando si mette in pratica la tecnica di «far ritornare l'essenza e rigenerare il cervello» (huan jing bu nao) (96).

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(94) Taiji quan tusbuo di Chen Pinsan, p. 139.
(95) Nella medicina cinese, Yinqigo indica non un punto, bensí uno degli otto meridiani straordinari.
(96) « Far ritornare l'essenza e rigenerare il cervello », è un metodo che consiste nel far ritornare l'essenza mescolata con il soffìo dal campo di cinabro inferiore a quello di cinabro superiore, affinché essa rigeneri il cervello, o meglio il midollo che s'indebolisce progressivamente con il fuoriuscire dell'essenza seminale dal corpo. In altre parole, è consigliabile esercitare una pressione sul canale dell'uretra, un attimo prima dell'emissione dell'essenza seminale, allo scopo d'impedirla; tale tecnica è possibile solo in seguito ad un allenamento per raggiungere la calma interna e con la pratica di vari metodi di respirazione.

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Ed è anche il punto su cui l'adepto delle arti marziali deve concentrarsi allo scopo di acquistare la facoltà di presentire un pericolo o la venuta di un nemico. Ed inoltre, se il punto Yangwei (97), che si trova vicino al cuore, ed il punto Yinwei (97), situato a tre pollici e tre decimi sopra i reni, sono collegati dal soffio vero (o vitale), il boxeur si mette a saltare spontaneamente, facendo dei salti che possono raggiungere vari metri. A ciò che viene chiamato « lavoro della leggerezza » (qing gong).

Esiste un altro tipo di circolazione del soffio, praticata dai maestri, che include le membra. Il soffio, sempre guidato dal pensiero, parte dal campo di cinabro, scende al punto Huiyin, circola lungo la parte interna delle gambe fino ai piedi, risale lungo il dorso dei piedi e lungo la parte esterna delle gambe. Poi, dal coccige, risale lungo la colonna vertebrale fino all'altezza del petto. Qui si divide per circolare nelle spalle, i gomiti ed arrivare fino alle dita. Infine, esso ritorna lungo i polsi, la parte interna delle braccia, le ascelle e il punto Yuzhen all'altezza della nuca; raggiunge il sincipite, ridiscende lungo la fronte, la gola e ritorna al campo di cinabro.

Un'altra circolazione simile, che include ugualmente le membra, è descritta nel capitolo «Metodi del soffio nelle varie scuole» dello Yunji qiqian (98): «Trattenete il respiro; concentratevi (99) sul soffio nei polmoni, che passa per le spalle, penetra nelle braccia fino alle mani e resta nel palmo di esse. Procedendo verso il basso, il soffio passa nello stomaco, nei reni, negli ischi e scende fino alla pianta dei piedi. Quando provate la sensazione che tra la pelle e i muscoli formicolino degli insetti, vuol dire che la circolazione è riuscita ».

Questa circolazione non è complementare alla circolazione ad anello nei canali di controllo e di funzione, mentre lo è invece nella descrizione che ne viene data dai maestri di Taiji Quan. L'unico testo da noi trovato, che fornisce una descrizione simile più recente, è lo Xingmíng fjiue mingzhi di Zhao Bichen, composto alla fine del XIX secolo. In esso troviamo una distinzione tra la respirazione dei talloni «del cielo posteriore» ed il soffio «del cielo anteriore», che fluisce nei due canali. La circolazione del soffio avviene in quattro tempi. Quando il soffio del cielo posteriore sale dai talloni fino al sincipite, mediante il canale di controllo, il soffio del cielo anteriore scende per il canale di funzione. Quando il soffio del cielo posteriore scende per il canale di funzione, il soffio del cielo anteriore sale per il canale di controllo.

Gli esercizi di circolazione ad anello della respirazione implicano una distensione ed un rilassamento totale di tutte le parti del corpo. Uno degli effetti immediati di tali esercizi è la comparsa di un forte calore in tutto il corpo, seguito da sudorazione. Il calore viene avvertito dapprima nei piedi e nelle mani, poi, man mano che il soffio penetra nei canali di controllo e di funzione, s'estende al resto del corpo. Da notare che il fenomeno della traspirazione non è prodotto da uno sforzo violento, in quanto i movimenti dei Taiji Quan sono lenti e non richiedono fatica. La comparsa del calore legata alle tecniche di respirazione viene menzionata anche nel Yunji qiqian (XI secolo), nel quale è considerata come prova dell'efficacia dell'esercizio (100): «Se, mediante gli esercizi di scioglimento muscolare, si fa circolare il soffio in modo conveniente, le mani e i piedi diventano caldi e sudano... Infine tutto il corpo suda e ciò dimostra che l'esercizio è efficace ».

Secondo Liu Peizhong, il calore si produce in tutto il corpo se il punto Yinquiao è collegato con il cuore; esso permette la trasformazione del soffio in soffio vero e ne favorisce la circolazione nell'intero corpo. Dopo un certo lasso di tempo, la traspirazione sparisce e viene sostituita da tremiti: il movimento immaginario del soffio, guidato dal pensiero, provoca un movimento reale.

Queste pratiche di respirazione fanno nascere una grande calma nello spirito. Chen Pinsan scrive (101): «il vero soffio, partendo dai piedi, circola nei canali di controllo e di funzione come una ruota; le membra hanno la stabilità delle montagne, i pensieri si fermano, il meccanismo celeste si muove per moto proprio ».

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(97) Come lo Yinqiao, lo Yangwei, in agopuntura, indica uno degli otto meridiani.
(98) Yunji qiqian; TT 698, j. 57, p. 7 b.
(99) Abbiamo tradotto il carattere cun, che ha un senso molto preciso, con « concentratevi ». Uno dei metodi di concentrazione taoista è il cunsi, la « conservazione del pensiero ».
(100) Yunji qiqian, TT 689, j. 57, p. 7 b.
(101) Taiji quan tushuo, p. 139.

 
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