COS’È IL QI GONG


Qi Gong - Abbracciare l'albero

In Cina con il termine qi gong vengono indicati tutti gli esercizi il cui scopo è il miglioramento della circolazione dell’energia nel corpo.

Qi Gong (anche CHI KUNG) significa letteralmente lavorare (gong) con l’energia (qi).

La pratica di quest’arte vecchia da secoli, è stata codificata in molteplici stili, alcuni dei quali hanno scopo esclusivamente terapeutico ed eventualmente meditativo, mentre altri, come il Tai Chi Chuan, sono suscettibili di utilizzazione come vera e propria arte marziale.

Una ulteriore e maggiormente precisa classificazione si basa sulla posizione assunta dal corpo durante la pratica, possiamo quindi parlare di wogong (posizione distesa), zugong (posizione seduta), zhanggong (in piedi) e di xinggong (in movimento).

L’efficacia terapeutica del chi kung viene unanimemente riconosciuta in Cina, paese nel quale è ormai utilizzato anche a livello ospedaliero.

I movimenti o esercizi di cui si tratta vengono, salvo rare eccezioni, praticati in sequenze preordinate le quali, eseguite correttamente, influiscono sull’energia del praticante a livello globale. L’efficacia del metodo si basa sulla postura assunta dal corpo, sul controllo della respirazione, sulla qualità e quantità del movimento, sulla concentrazione su alcuni agopunti e sull’utilizzo della capacità immaginativa (“pensiero Creatore”).

 

TECNICHE DI RESPIRAZIONE

La tradizione cinese comprende due metodi fondamentali:

a) quello adottato dai taoisti;
b) quello adottato dai buddisti.

Entrambi basano la loro efficacia sulla massima utilizzazione della muscolatura addominale al fine di ottenere ampi movimenti del diaframma.

La respirazione buddista, detta respirazione normale o altrimenti respirazione post-natale, è particolarmente rilassante e di esecuzione sufficientemente semplice; per questi motivi viene normalmente consigliata ai principianti del Taiji Quan.
Durante la fase di inspirazione il praticante espande dolcemente il basso addome, provocando un contemporaneo abbassamento del diaframma con conseguente aumento del volume della gabbia toracica. La parte alta del torace non è direttamente interessata dal movimento. Durante l’espirazione l’addome si contrae con conseguente svuotamento dei polmoni.

La respirazione taoista, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica maggiormente complessa e completa.
Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l’abbassamento del diaframma viene garantito dall’espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale ( 1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonché la stimolazione degli agopunti interessati.

Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore.

 

IL PICCOLO CIRCUITO CELESTE


Qi Gong agopunturaagopuntura
La grande importanza di questa pratica di conduzione volontaria dell’energia lungo i meridiani è testimoniata dal suo utilizzo in moltissimi esercizi eseguiti nelle varie posizioni; inoltre questa e’ praticamente l’unica tecnica della quale si faccia esplicita menzione nei testi classici.

Il pce si basa sul trasporto cosciente dell’energia interna lungo 2 degli otto meridiani curiosi o straordinari: il Dumai ed il Renmai.

La più antica descrizione del pce si trova al paragrafo 16 del Ling Shu. In questo si afferma che l’energia Iong, dopo aver circolato nel cosiddetto meridiano del fegato, che e’ l’ultimo della grande circolazione dei 12 meridiani, con una branca distinta rimonta sulla fronte, corre lungo la sommità del cranio e poi agisce sulla colonna fino al coccige. Da questo punto quindi entra sulla superficie anteriore del corpo e, anche se il testo è poco chiaro, possiamo dire che agisce sul Renmai.

Molto più estese e dettagliate sono le spiegazioni date circa questo argomento dagli enunciati 134 e 135 del Da Cheng.

Secondo l’enunciato 134 nell’ uomo il Renmai e il Dumai rappresentano quello che il cielo e la terra, e la mezzanotte ed il mezzogiorno sono nell’universo.

Finalmente la disciplina del taoismo ha descritto numerosi metodi di rilassamento, di respirazione, di concentrazione… allo scopo di conservare e rinforzare l’energia vitale. Tutti questi metodi hanno per obiettivo un’azione attivatrice sul Renmai e sul Dumai … allorché il Ren-mai è in difetto si rischia la perdita dell’ energia dei reni; da ciò deriva l’importanza della conoscenza della conduzione energetica a livello dei due vasi.

Questo metodo si scompone in diversi esercizi:

  1. Fare il vuoto di spirito eliminando preoccupazioni, desideri, passioni…
  2. Acquisire la pace dell’anima.
  3. Conservare la volontà senza disperderla.
  4. Concentrare l’attenzione sulla circolazione dell’energia vitale nel Remai e nel Dumai.
  5. Far circolare assieme queste energie dall’alto in basso, dal naso fino a Huiyin ( 1 VC) su tutto il tragitto del Remai.
  6. Poi far rimontare questa energia lungo il dorso seguendo il tragitto del Dumai.

Grazie al pensiero si descrive anche una successione ininterrotta di cieli energetici che girano intorno all’asse verticale del corpo. Si ha così l’impressione che le quattro membra divengano bruscamente toniche, solide come una roccia, e una improvvisa sensazione che “delle scintille zampillino dall’acqua, dei fiori sboccino dalla neve, i reni si bacino, la vescica si accenda, l’acqua ed il mercurio della finezza di un grano di riso vadano a fissarsi sul midollo (Da Cheng en. 134 )”.

Sebbene il Da Cheng descriva la circolazione dal Dumai al Remai è possibile anche l’inverso. La circolazione descritta dal classico è chiamata anche dal Cielo Anteriore (Cielo delle potenzialità) al Cielo Posteriore (Cielo delle Attualità), mentre l’inversa è chiamata dal Cielo Posteriore al Cielo Anteriore.

Il pce viene anche descritto, sia pur in modo molto criptico, nel “Libro della coscienza e della vita” ( Huei-ming jing ), testo taoista esoterico attribuito al maestro Liu Hua-Yang.

Tra gli autori contemporanei che hanno descritto il pce merita sicuramente attenzione la sinologa francese Catherine Despeux.

 

LA POSTURA

Qi Gong

Lo studio e la pratica della postura corretta durante la pratica del Qi Gong è di fondamentale importanza; l’efficacia degli esercizi ne è direttamente proporzionale.
L’esecuzione del qi gong sì basa, prima di tutto sulle cosiddette TRE REGOLAZIONI (SAN TIAO)

1 ) TIAO SHEN: regolare, armonizzare il corpo

2 ) TIAO XI: regolare il respiro

3 ) TIAO XIN: regolare, “posare”, il cuore

Regolare il corpo significa raggiungere una postura corretta, comoda, priva di tensione, in modo da permettere ed influenzare positivamente il flusso del Qi. Sappiamo infatti che le BARRIERE FISIOLOGICHE (in sintesi le grosse articolazioni) rappresentano zone cruciali, zone dove possono formarsi accumuli (“a monte”) e vuoti (“a valle”).

Ovviamente posizioni viziate possono aggravare il quadro.

Regolare il respiro significa semplicemente raggiungere una respirazione profonda ma totalmente spontanea. Non esistono forzature, è lo stato di tranquillità globale che consente la penetrazione del soffio nell’assoluta profondità del tan tien.

Regolare il cuore significa regolare lo Shen; sappiamo, infatti, che quest’ ultimo dimora nel cuore (centro dell’ uomo) e nel sangue (Xue).

Un cuore tranquillo significa un cuore “vuoto” che accoglie le influenze del Tao, il qi scorrerà quindi nel modo migliore iniziando a raccogliersi nelle “cisterne” fisiologiche.

Descriviamo ora la posizione eretta di base (TIN PU), suddivisa, a scopo esclusivamente didattico, nei seguenti punti:

  1. Aderire con i piedi al suolo: i piedi devono essere perfettamente paralleli tra loro e posti ad una distanza pari a quella della larghezza delle spalle del soggetto (le prime volte è utile misurarla). Il peso deve venire ben distribuito su entrambi i piedi, si deve avvertire una sensazione di “radicamento” al terreno in modo che venga stimolato naturalmente il punto Yiong Chuan (Rn 1 ) posto circa al centro del piede.
  2. Piegare le ginocchia: le ginocchia devono essere piegate in modo da permettere l’allungamento della schiena ed il rilassamento dell’addome. Le ginocchia sono le articolazioni più grosse del corpo e, se queste sono sufficientemente rilassate, Qi e Xue (sangue) scorreranno liberamente.
  3. Anche rilassate: il rilassamento delle anche permette il movimento libero degli arti inferiori.
  4. Allungare la schiena: l’allungamento della schiena avviene attraverso il rilassamento dell’addome e la retroversione del bacino. Questa posizione rilassa la schiena e stimola la zona del punto Ming Men (porta del destino), situato all’altezza dei reni questo punto stimola l’energia ancestrale dell’individuo. Anche la psicologia occidentale riconosce un collegamento tra questa postura del bacino e l’accumulo dell’energia ( 1 ). Le vertebre si allungano verso terra come “perle di una collana”.
  5. Chiudere lievemente il torace: il praticante deve rilassare totalmente i muscoli pettorali in modo da non creare tensione nel diaframma. In questo modo il respiro potrà scendere nel Dan Tian.
  6. Erigere la schiena, sospendere la testa: la schiena deve essere eretta, allungata verso l’alto nella parte cervicale (l’energia va posta nel sincipite come afferma C. Despeux), e verso il basso della zona lombare, come immaginando di essere appesi ad un filo dal centro della testa (punto Baihui).
  7. Lasciar cadere le spalle in modo che il Qi possa scendere nel Dan Tian.
  8. Abbandonare i gomiti, rilassare i polsi: la forza posta nelle braccia è limitata a quella necessaria per sorreggere il peso, la punta del gomito cade verso il basso.
  9. Rientrare il mento: il mento rientrato contribuisce all’allineamento della colonna vertebrale (il mento in avanti significa spesso che il praticante sta seguendo i propri pensieri).
  10. Chiudere le labbra e toccare con la lingua il palato: le labbra vanno chiuse per evitare dispersioni di energia. La lingua tocca il palato per creare un ponte fra il Renmai e Dumai (vedi sopra).

 

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